A Maalula si parla ancora armaico

chiesa rupestre

Ultima tappa prima di arrivare a Damasco è stata Maalula. Non è solo un piccolo villaggio arroccato tra le montagne Siriane. Maalula è famosa soprattutto per le sue case color celeste e giallo e per la permanenza della lingua aramaica, la stessa che parlava Gesù. Oltre che a Maalula. Caratteristica quest’ultima che si trova solo a Maalula e in due villaggi limitrofi di Jubb’adin e Bakhah.
Maalula è situata a 1430 metrsi sul livello del mare, il suo nome infatti significa “elevata”. Che siamo “elevati” si sente anche dalla temperatura dell’aria, faceva freddissimo e ci hanno detto che si aspettavano la neve da un momento all’altro.
Certo vedere questo paesaggio sotto una nevicata poteva anche essere affascianante, ma tutti noi ne potevamo fare volentieri a meno.
sentiero

 

Noi eravamo qui per visitare i monasteri di Mar Sarkis e Mar Taqla, ovvero di San Giorgio e Santa Tecla.
Molto interessante la visita al monastero di Mar Sarkis, dove un sacerdote libanese ha pregato per noi in aramaico. Poi – in perfetto italiano – ci ha spiega la storia del monastero e illustrato le caratteristiche. Il monastero di Mar Sarkis risale al IV secolo e fu costruito sulle rovine di un antico tempio dedicato ad Apollo. Io monastero è dedicato ai Santi Sergio e Bacc, entrambi martirizzati 297 sotto Massimiano. Il Sergio in questione era un soldato romano, ucciso perché colpevole di essere cristiano.Maalula

Da qui ci siamo poi spostati nel secondo monastero, quello dedicato a Santa Tecla, della quale qui si coservano le reliquie. Teca era discepola di San Paolo e figlia di un principe seleucide. Colpevole anche lei di essere cristiana, Tecla rischiò di essere catturata dai soldati del padre che volevano punirla per la sua fede. A salvarla fu, secondo la tradizione, lo stesso Dio che rispose alla sue pregheire aprendo miracolosmaente la montagna, permettendole di trovare rifugio al suo interno. Tecla visse così in una grotta fino alla morte.

E anche noi siamo arrivati al monastero di Santa Tecla percorrendo il canyon – chiamato “la strada del Signore” – che fu aperto per conserire a Tecla di salvarsi.

gola

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